Sempre meno gite scolastiche a causa della crisi economica. Ma c’è chi non ci rinuncia

La scuola non rimane immune ai problemi economici che il paese sta vivendo a causa dei rincari. I genitori hanno visto così raddoppiare il prezzo delle gite scolastiche, mettendo in grande difficoltà le famiglie anche con scelte illogiche

Per due anni tutto si è fermato a causa della pandemia e delle restrizioni imposte e anche le gite scolastiche sono rimaste congelate nei desideri dei ragazzi pronti a trascorrere magari i primi giorni lontani da casa e dalle piccole o grandi regole suggerite dai genitori.

La gita scolastica resta un grande momento di aggregazione – Notizie.com

Prima erano gli insegnanti a rifiutare di accompagnare gli studenti durante i viaggi di istruzione in quanto non veniva loro pagata la trasferta, ora sono i genitori che dicono no alle gite scolastiche per le difficoltà economiche dovute alla crisi dilagante.

C’erano una volta i viaggi di istruzione

Dopo due anni di pandemia molti studenti, costretti a rimane bloccati nelle proprie città dalle restrizioni causa covid, sognavano il ritorno delle gite scolastiche e dei viaggi d’istruzione. Quelle gite che da sempre sono nell’immaginario collettivo dei ragazzi il primo momento di evasione dalla tana rappresentata dalla propria casa e dai genitori, un momento vissuto sempre con un misto di emozione e attesa. La realtà invece si presenta, anche per quest’anno, ben diversa, perché la metà degli studenti delle scuole secondarie dovrà rinunciare ancora al tradizionale viaggio di istruzione, quello con il pernottamento fuori casa. Questa volta, però, non è colpa della pandemia, oltre ai problemi dei prof introvabili a complicare i piani ora ci si sono messe la crisi energetica e l’inflazione. Secondo l’osservatorio di Skuole.net, ad oggi, solamente il 18% degli studenti intervistati dice di aver già fatto la gita. A cui va aggiunto un 30% che ce l’ha comunque programmata nei prossimi due mesi. Per una parte consistente degli studenti, le speranze di partire sono invece oramai molto basse, visto che tutto tace sul fronte organizzazione. Inoltre a quasi un terzo dei ragazzi, la scuola ha già comunicato che quest’anno non ci sarà nessun viaggio di istruzione con almeno una notte passata fuori casa.

Le gite scolastiche erano ferme da due anni – Notizie.com –

La crisi e i prezzi impazziti

La crisi ha colpito anche questo settore, l’aumento esagerato del costo finale del viaggio ha portato poi uno studente su dieci a decidere di non poter permettersi la spesa rinunciando quindi a prescindere al viaggio. Le gite scolastiche infatti hanno visto aumentare del 20% il prezzo rispetto a un anno fa nello stesso periodo. Questo è un problema per molte famiglie italiane che non riescono a sostenere questa spesa e “obbligano” l’alunno a rimanere a casa e rinunciare al viaggio d’istruzione. Con il susseguente contraccolpo psicologico di chi è costretto a rimanere in città, anzi a frequentare la scuola da solo, mentre sui canali social impazzano le “storie” dei compagni in “vacanza”.

La settimana bianca come viaggio d’istruzione – Notizie.com –

Scelte cervellotiche e illogiche

Ben 3 studenti su 4 resteranno all’interno dei confini nazionali, soltanto alle scuole superiori i viaggi all’estero aumentano in percentuale, probabilmente spinti da quelli svolti dai ragazzi dell’ultimo triennio e, soprattutto, dai maturandi. Resta il mistero, accertata la presenza di una crisi e di un aumento generalizzato dei prezzi, della scelta di alcuni istituti di scegliere la “settimana bianca” come viaggio d’istruzione, con l’aggravio, se si proviene da una città non di montagna, di essere costretti a spendere altri soldi per l’attrezzatura, e del “campo velico” programmato per forza di cose a fine maggio, cioè a ridosso della fine della scuola. Scelte cervellotiche e illogiche che non rispecchiano minimamente il momento e la cultura del nostro paese e di un percorso d’istruzione scolastico.

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