Scudetto Napoli, la commovente lettera di Ferrara a Maradona

I due erano grandi amici, legatissimi prima in campo e poi fuori. Insieme artefici dei primi due Scudetti della storia del Napoli. Ciro Ferrara ha voluto omaggiare Diego Armando Maradona con una lettera molto toccante.

Parole che vengono dal cuore, perché Diego è Diego, un amico e un fratello, prima che un compagno di squadra. Ciro Ferrara, napoletano, tifoso azzurro, ha voluto dedicare all’amico scomparso parole d’affetto, parole commoventi, ora che il Napoli è tornato campione:

Ferrara, Maradona e Baiano
Ferrara, Maradone e altri componenti del Napoli tricolore – Notizie.com – Instagram.com

“L’attesa è finita. Questo è il rumore che fa la gioia. La gioia è quando ti abbracci con qualcuno che non conosci. Ci sono di nuovo le bandiere alle finestre, e nei vicoli, e nelle piazze, e tutt’intorno alle fontane. Anche i marciapiedi sono azzurri, per le strade di Napoli tutti stanno posando i piedi sul colore della gioia. Stanno volando come fanno i droni, anche se pensano di camminare. La gente ha disteso tra un palazzo e l’altro certe fettucce di plastica che quando sbattono per il vento, fanno lo stesso rumore dei tamburi, te li ricordi i tamburi, Diego. Adesso è tutta una tammurriata. Una tammurriata azzurra”.

La toccante lettera di Ferrara a Maradona

La lettera continua così: “33 anni sono passati dall’ultima volta che Napoli era vestita così. Nel libro dei sogni e dei numeri 33 è il simbolo degli anni di Cristo. Significa sacrificio, amore assoluto, sofferenza, passione. Lo so che non ti scandalizzi, Diego, per questa mescolanza tra profano e sacro. Tu questa città la conosci. Ha pregato te come prega i suoi santi affinché sciolgano il sangue e la proteggano. È sempre qualcosa più di sé stessa, Napoli. Mette la malinconia in un giorno di festa e si fa una risata nei giorni della disperazione. Ti fa credere di essere ‘o paese d’’o sole e poi ti accoglie con la pioggia; la pioggia che cadeva quando segnasti il tuo gol più incredibile alla Juve. 33 sono stati gli anni, ma i sogni di più, molti di più, sono stati decine, migliaia, milioni. Qualcuno si è frantumato presto, qualcun altro è svanito all’improvviso, come le bolle di sapone, Diego. Invece questo sogno, Napoli lo sta stringendo, come si stringe un amore, una figlia. Se tu fossi qui, adesso io saprei cosa fare e saprei cosa dirti”. 

Napoli in festa
Napoli – Notizie.com – © Lapresse

“Napoli dialoga coi suoi morti, i morti a Napoli non se ne vanno mai, sono il ricordo di un amore che ci cambia e non ci lascia. Sono vivi in un altro modo, sono gli spiriti guida, come il Munaciello che dentro le case qualche volta ruba e qualche volta dona. Lo sai, Diego, come sono fatte certe mani misteriose, inspiegabili, o ci credi o no, portano un Mondiale in Argentina dopo 36 anni e uno scudetto a Napoli dopo 33. La mano di qualcuno che lassù ti ama. È piena di turisti, Diego, la tua Napoli. Vengono per capire l’inspiegabile, il ricordo di un amore che ci parla e non ci passa. È nel canto del mare. È in una lettera d’amore. Eccola, Diego, la lettera di Napoli per te. Guarda un’ultima volta quaggiù. Nessuno è più bella di Partenope stasera”.

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