Nuovo allarme in Italia, boom di casi: la guida del ministero della Salute

L’aumento dei casi che si sta registrando in questi ultimi mesi preoccupa. Ecco la guida del ministero della Salute.

A distanza ormai di tre anni dalla prima ondata del Covid, in Italia si sta registrando un boom di casi che preoccupa un po’ i medici. La situazione, stando a quanto riferito da mooney.it, sta iniziando a diventare insostenibile e quindi gli esperti chiedono un intervento immediato per cercare di fermare l’aumento dei casi.

Schillaci
La guida del ministero della Salute contro la scarlattina – Notizie.com – © Ansa

Negli ultimi mesi in Italia c’è stato un boom di casi di scarlattina. Per i pediatri l’aumento è legato al fatto che l’emergenza sanitaria ha limitato la circolazioni di altri virus andando a disallineare il sistema immunitario, in particolare dei più piccoli. Questo ha portato ad una crescita dei casi.

La situazione, comunque, non è assolutamente allarmante almeno per quanto riguarda la gravità della malattia. Infatti, i casi non sono dovuti ad un nuovo ceppo e quindi il quadro complessivo continua ad essere assolutamente sotto controllo.

Cos’è la scarlattina

Febbre
I sintomi della scarlattina e a quale età colpisce – Notizie.com – Foto Pixbay

La scarlattina è una malattia causata dal batterio streptcocco beta-emolitico di gruppo A. La malattia colpisce particolarmente i bambini tra i 2 e gli 8 anni nei periodi compresi tra dicembre e aprile.

L’incubazione prevista è tra i due e i cinque giorni e i primi sintomi sono mal di gola, mal di testa, febbre, malessere generale ed esantema, ovvero queste macchioline rose.

Come si cura

Antibiotico
Come si cura la scarlattina – Notizie.com – Pixbay

Le linee guida del ministero della Salute sulle cure da adottare in caso di scarlattina non sono assolutamente cambiate. Il consiglio è quello di una terapia antibiotica prescritta dal pediatra e magari accompagnata dalla tachipirina in caso di febbre elevata. Solitamente si consiglia anche l’assunzione di molti liquidi ed un periodo di riposo.

Altra cosa da fare è iniziare a trattarla entro 10 giorni dalla comparsa dei sintomi. Non stiamo parlando di una malattia pericolosa, ma sicuramente esiste il rischio di ascessi o reazioni immunomediate e per questo motivo il consiglio è quello di intervenire immediatamente.

Il dicastero della Salute precisa anche che si parla di una malattia contagiosa dalla comparsa dei sintomi fino a 24 ore dall’inizio dell’antibiotico. E’ consigliato, quindi, rimanere a casa almeno in quel periodo.

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